Cassazione: 14enne con sdoppiamento della personalità e abuso di minore...

Cassazione: 14enne con sdoppiamento della personalità e abuso di minore...

Corte di Cassazione, sentenza n. 40748 del 2013... "...era stata iniziata al sesso sin dall'età di nove anni da uno di essi, e viveva un vero e proprio sdoppiamento di personalità a soli tredici anni: da un lato studentessa di un buon rendimento scolastico, curata ed allegra, dall'altro "malata di sesso", alla ricerca di relazioni sessuali con uomini maturi...".




Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 24 aprile – 2 ottobre 2013, n. 40748
 

 

Ritenuto in fatto

1. La Corte di appello di Trieste, con sentenza in data 12 luglio 2011, in parziale riforma della sentenza emessa all'esito di giudizio abbreviato dal G.u.p. presso il Tribunale di Trieste in data 19 ottobre 2010, ha ridotto la pena ad anni quattro e mesi due per C.R. , imputato del reato di cui agli artt. 81 cpv., 609 quater, c. 1 nn. 1 e 2 c.p., in quanto, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, compiva nel proprio appartamento, reiteratamente, atti sessuali con N..P. , minore di anni 14, consistenti in coiti orali, vaginali ed altri atti, in (omissis) , con recidiva specifica; ha confermato la condanna di A.R.A. alla pena di anni due di reclusione, imputato dei reati di cui all'art. 600 quater c.p., in quanto deteneva materiale pedopornografico di P.N. , minore di 14 anni, e del reato di cui all'art. 609 quater c.p., in quanto compiva atti sessuali consistiti in rapporti sessuali completi con la suddetta minore, in ..., in data imprecisata, verosimilmente nel (omissis) e comunque prima del (omissis) ; ha ridotto la pena ad anni tre di reclusione a G.R. , imputato del reato di cui agli artt. 81 cpv., 609 bis, c. 2, n. 1 e 609 ter, c. 1 nn. 1 e 2 e 609 quater c.p., perché, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, compiva nel proprio appartamento, reiteratamente, atti sessuali (anche coiti orali) con N..P. , minore di 14 anni, anche abusando delle condizioni di inferiorità psichica procuratele con abuso di alcolici, in (omissis) sino alla seconda metà di (omissis) , con recidiva reiterata.
2. Le sentenze di merito hanno affermato la responsabilità dei ricorrenti (e di altro imputato non impugnante) per reati sessuali commessi, ciascuno con condotte del tutto autonome, in danno della medesima ragazza minore di quattordici anni. I fatti erano emersi a seguito di un'indagine di polizia giudiziaria, attivatasi da una fonte confidenziale, e svolta con appostamenti, intercettazioni telefoniche e dei testi degli SMS scambiati dalla P. con alcuni uomini, identificati con gli imputati; Le indagini erano culminate in un'irruzione nell'abitazione del C. colto in un atto sessuale con la minore ed arrestato in flagranza. I giudici avevano dato atto della situazione della minore, affidata in comunità dopo i fatti, la quale, trascurata dai genitori ed affidata ad anziani amici di famiglia, era stata iniziata al sesso sin dall'età di nove anni da uno di essi, e viveva un vero e proprio sdoppiamento di personalità a soli tredici anni: da un lato studentessa di un buon rendimento scolastico, curata ed allegra, dall'altro "malata di sesso", alla ricerca di relazioni sessuali con uomini maturi. In questo quadro i giudici avevano differenziato i comportamenti ascritti agli imputati, i quali avevano approfittato della situazione di fatto, differenziando del pari il grado di responsabilità.
3. Avverso la sentenza ha proposto ricorso C.R. , tramite il proprio difensore, lamentando erronea applicazione della legge penale per la mancata applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 6 c.p.; successivamente l'imputato ha presentato in data 23 aprile 2013 dichiarazione di rinuncia all'impugnazione come proposta.
4. Avverso la sentenza hanno altresì proposto ricorso, tramite i propri difensori, gli altri due imputati chiedendone l'annullamento.
A.R.A. ha lamentato: 1) Erronea applicazione della legge penale in riferimento alla previsione di cui all'art. 609 sexies c.p. e difetto di motivazione e contraddittorietà della stessa, in riferimento agli atti processuali specificamente indicati nei motivi di gravame, ai quali non è stata fornita risposta, circa l'ignoranza da parte dell'A. dell'età della P. , dovendosi tenere conto che la stessa, essendo nata il (OMISSIS) , non aveva ancora compiuto 14 anni all'epoca dei fatti, ma era assolutamente pacifico che era stata la ragazza a provocare l'incontro con l'A. utilizzando una chat per adulti, inoltre dal tenore degli SMS scritti dalla ragazza emergeva la sua spregiudicatezza, anche perché la stessa gli aveva detto di avere 15 anni; 2) Erronea applicazione della legge penale e incongrua motivazione circa il reato di cui all'art. 600 quater c.p., posto che le sembianze delle foto rinvenute nel cellulare dell'imputato riproducevano la vagina ed il sedere della minorenne, ma non effigiavano il volto, per cui le stesse non possono essere definite dal punto di vista oggettivo pedopornografiche, mancando la raffigurazione della persona umana e dell'atteggiamento sessuale della stessa; 3) Mancanza e contraddittorietà della motivazione laddove sono state negate le attenuanti generiche, a fronte di elementi in atti, posto che l'A. non trattò affatto la minore come una prostituta, anzi fu gentile con lei come si evince dai contenuti dei messaggi scambiati, in riferimento all'unico incontro avvenuto con la stessa; 4) Contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione circa la mancata applicazione della pena nel suo minimo edittale.
G.R. ha lamentato: 1) Manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione per travisamento delle prove, in quanto i testi Valenti e Catanzaro avevano riferito che il G. era rientrato a casa quanto la P. era già ubriaca nel giardino dell'abitazione, dove era entrata clandestinamente, come del resto dalla stessa affermato nelle sommarie informazioni testimoniali rese in seconda battuta, per cui il fatto ascritto non sussiste; 2) Contraddittorietà della motivazione ed erronea applicazione della legge penale quanto al riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'ultimo comma dell'art. 609 bis c.p., atteso che l'imputato non ebbe mai rapporti completi con la ragazza, come la stessa afferma, e comunque non risulta sussistente alcun stato di soggezione tra la minore ed il G. , proprio perché la ragazza era assolutamente disinibita sotto il profilo sessuale ed aveva avuto ripetute esperienze sessuali con altri uomini, per cui era stata la stessa a prendere l'iniziativa sessuale.

 



Condividi su Facebook    

Scrivi un Commento

L'email non verrà pubblicata. I campi obbligatori hanno un asterisco